venerdì 9 gennaio 2015

I Am Not A Blonde: in anteprima esclusiva su Condè Nast Live! il video di Bad Buke Good Gaze



IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA SU

BAD BUKE GOOD GAZE, IL VIDEO LIVE REGISTRATO IN OCCASIONE DEL CONCERTO AL BIKO DI MILANO DEL BRANO ESTRATTO DA EP01 DI

 

Guarda e condividi il video di Bad Buke Good Gaze su Condé Nast Live!:


BAD BUKE GOOD GAZE E' UNO DEI TRE BRANI CHE COMPONE EP01, IL PRIMO EP DEL DUO MILANESE IN CUI SI DIPINGE IN MANIERA DIRETTA E GIOCOSA UN MONDO ELECTRO-POP IN GRADO DI ESSERE TANTO LUDICO QUANTO SPERIMENTALE E DI AVANGUARDIA

EP01 E' IL PRIMO CAPITOLO DELL’IRONICA TRILOGIA 3P, CHE VERRA' PUBBLICATA A SCADENZA TRIMESTRALE ENTRO MAGGIO 2015

I'm Not A Blonde (But I’d Love To Be Blondie) sono Chiara "Oakland" Castello e Camilla Matley.
Polistrumentiste e compositrici pubblicano a fine settembre 2014 "EP01”, primo capitolo di una trilogia di 3 EP a scadenza trimestrale contenenti 3 brani ciascuno, ironicamente chiamati 3P.
EP01 è stato pubblicato su Bandcamp della band ad inizio ottobre (ma solo ora viene realmente promosso), mentre EP02 uscirà ad inizio Febbraio 2015 ed il finale EP03 sarà disponibile a Maggio 2015.
Un’immagine forte e adrenalinica, una gran voglia di divertirsi e giocare con la musica e le sue accezioni pop, è questa le caratteristiche delle I’m Not A Blonde.
Le canzoni del progetto I’m Not A Blonde sono sostanzialmente di matrice electro-pop dalle influenze più disparate: dagli anni ’80 delle ritmiche e dei synth alle chitarre e le voci che richiamano una attitudine punk anni ’90 il tutto miscelato in una bislacca e creativa macchina del tempo che le ha fatte rimanere sospese per aria in un mondo che sembra a metà strada tra i Moloko di Roisin Murphy, Le Tigre di Kathleen Hanna e l’attuale eclettismo di Tune-Yards.
Assolutamente caratteristico è l’approccio nell’utilizzo della voce; divertito e sperimentale nel gioco di trasformarsi in altri strumenti come un basso, una percussione, dei fiati o anche in ulteriori voci effettate e mascherate.
Tutto il lavoro sonoro espresso dalle I’m Not A Blonde è sintetizzabile in una sola parola: loop. Loop, come cellula base catturata e ripetuta, presente sia nella forma di scrittura che nel live, dove diventa struttura fondante della performance. Gli strumenti, posti su un tavolo centrale, sono suonati, campionati e rimandati. I brani sono costruiti così, con strutture semplici che si sovrappongono in un crescendo di stratificazioni sonore.
Recentemente le I’m Not A Blonde hanno aperto i concerti dei Merchandise a Milano e di Olivia Louvel al Cassero di Bologna.



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