martedì 16 dicembre 2014

Dardust: esce il 3 marzo "7" (INRI/UNIVERSAL), l'album italiano in grado di competere ed inserirsi nel filone della musica neo-classica elettronica mittleuropea



PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA UN ARTISTA IN GRADO DI RAPPRESENTARE L’UNIONE, L’EVOLUZIONE E L’ORGANICA FUSIONE DEL MONDO ELETTRONICO CON I TERRITORI COMPLESSI ED AULICI DELLA MUSICA CLASSICA; UNA REALTA’, ORMAI DA ANNI, SDOGANATA E RESA “POP(OLARE)” NELL’EUROPA DEL NORD E CONTINENTALE SOTTO IL NOME DI MUSICA NEO-CLASSICA. 
UN VIAGGIO SONORO PER UN CONCEPT ALBUM CHE,  PERCORRENDO L’ASSE GEOGRAFICO-MUSICALE BERLINO-REYKJAVIC-LONDRA E LE INFLUENZE MUSICALI TIPICHE DELLE TRE CITTA’, PORTA L’ASCOLTATORE ALLA SCOPERTA DEI PIU’ RAFFINATI SUONI BERLINESI, LA PRIMA TAPPA DEL VIAGGIO SONORO E DELLA TRILOGIA, IN UN CRESCENDO DI SYNTH ED ARCHI CHE SI FONDONO CON IL PIANOFORTE CLASSICO.

TUTTO QUESTO E’ “7”, IL DISCO DI DEBUTTO DI


“7” E’ IN USCITA IL 3 MARZO 2015 PER INRI, IN COLLABORAZIONE CON UNIVERSAL MUSIC PUBLISHING

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Dopo aver presentato “7” in un breve set live lo scorso 12 dicembre a Milano, negli spazi di ExpoGate in Piazza Castello, Dardust sarà ospite di Elita Design Week Festival il 14 aprile 2015, sempre a Milano. 
A breve verranno annunciati nuovi appuntamenti live per Dardust

L’Italia e la musica classica hanno un legame fortissimo. Da sempre. Oggi, se tra gli autori classici-moderni spiccano essenzialmente due nomi, Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi, qui vi presentiamo qualcosa di completamente diverso.
Dardust è un progetto di un singolo, Dario Faini, che si dedica alla ricerca di un suono dalle chiare origini nord europee, tra Berlino e l’Islanda. Dentro il suono di Dardust convivono i pesi massimi della scena mittle-europea che sta facendo evolvere il concetto di musica classica, traghettandola dalle sue origini “ingessate e quasi nobiliari” a quelle nuove di musica aperta ed universale, senza per forza avere quegli aspetti commerciali che spesso in Italia ritroviamo abbinati alla “nuova musica classica”, detta anche neo-classica. 
Nella ricerca artistica di Dardust del suono italiano c’è ben poco, se non l’acutezza melodica. Nella musica composta e suonata dall’artista ritroviamo il mondo affascinate e delicato che in questi ultimi anni il pubblico ha iniziato ad apprezzare e amare:  un successo che per una volta è arrivato prima dal pubblico e poi dalla critica, che forse non ha ben capito ancora come classificare questa musica innovativamente antica. 
Nelle composizioni di Dardust si trovano le atmosfere di Nils Frahm, Olafur Arnalds, Johan Johanassson, A Winged Victory For The Sullen, Dustin O’Halloran, Library Tapes, Silvain Chaveau, Ben Frost, Valgeir Sigurõsson, Greg Haines, Rachel’s, Nico Muhly fino alle pulsazioni electro-ambient di Jon Hopkins, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti. 
Come per i suoi sodali di stile musicale, la chiave di lettura ed il concepimento musicale viene dalla fusione di due aspetti tanto lontani quando incredibilmente vicini: il suono degli archi e del pianoforte scorrono vicino all’elettronica dei synth e dei computer. Due mondi che all’apparenza non si conoscono, ma che in realtà rappresentano la sintesi del passato e del futuro musicale, corrono su binari separati ma paralleli, mescolandosi e dando vita ad un mondo innovativo, emozionante e contrastante. Il suono di Dardust può essere riflessivo, drammatico, gioioso, sospeso, tragico, impetuoso, delicato e sognante. 
“7”  è il primo capitolo della trilogia discografica che attraversa l’asse geografico/musicale Berlino-Reykjavic-Londra, ripercorrendo le influenze musicali tipiche delle tre città, iniziando proprio da Berlino, dove è stato registrato “7”, nei Funkhaus Studios. Il mastering, anch’esso realizzato a Berlino, è stato curato da Francesco Donadello già richiestissimo collaboratore di Modeselektor, Efterklang, Dustin O’Halloran, Lubomyr Melnyk, A Widget Victory For The Sullen, Johann Johanassson, per citarne solo alcuni, ulteriore prova di credibilità internazionale per il progetto Dardust.
Sette brani strumentali scritti in sette giorni e prodotti in sette mesi, in uscita il 3 marzo 2015 per INRI, in collaborazione con Universal Music Publishing. Il primo assaggio di questa straordinaria perla è il brano Sunset On M., dove il video vuole essere un tributo al film di Nicolas Roeg, “L’uomo che cadde sulla Terra”, dove l’istrionico Bowie interpreta l’alieno Thomas Jerome Newton. In Sunset On M., ad impattare sul pianeta con lo shuttle Dardust “7” è un aastronauta che, durante il viaggio spazio-temporale, torna indietro negli anni, ritrovandosi un bambino privo di ricordi. Il video racconta così un percorso di ricostruzione temporale, dove il piccolo astronauta compie i suoi passi per tornare nel presente, cullato da un tema musicale dal sapore francese contrastato da un crescendo fatto di synth pad e archi.  
I due successivi capitoli della trilogia verranno registrati rispettivamente a Reykjavic e a Londra e vedranno luce già nei prossimi mesi. 

Dardust: 
Dario Faini, ideatore del progetto, pianista e compositore
Carmelo Emanuele Patti, Simone Sitta, Simone Giorgini: archi 
Vanni Casagrande: synth




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